Mantovani truffati   Leave a comment

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Il Tar ha respinto il ricorso dei privati rimasti fuori dalla gara per il socio privato di Tea Acque: imprese private che ricorrono contro altre imprese private per sapere chi ha più diritto di fare affari con l’acqua dei mantovani. Ora il 40% di Tea acque finirà definitivamente nelle mani di una cordata di imprenditori privati. Alla faccia della democrazia, dei beni comuni, delle proteste e del referendum di giugno 2011 in cui la maggioranza dei cittadini aveva detto “acqua pubblica” e “senza profitto”.

Giuridicamente la truffa è l’ottenimento di un vantaggio a scapito di un altro soggetto indotto in errore attraverso artifici e raggiri. Da anni ci raccontano l’importanza del “privato efficiente con tanti soldi da investire”: è ideologia liberista e, prima dell’acqua, l’abbiamo già vista all’opera nei settori dei trasporti pubblici, della telefonia e dell’energia con risultati devastanti.
Questa volta però c’è una serie di responsabili che, con le loro azioni o il loro silenzio, condannano Mantova: la gara per il socio privato fu scritta nel 2010 per conto del Comune di Mantova (amministrazione Sodano) con la consulenza di Stefano  Speziali, imprenditore di Roncoferraro nel campo della gestione idrica; questi, interrogato su un suo interesse diretto nella gara, negò categoricamente. Il Sindaco Sodano (Pdl), in seguito non si è mai espresso pubblicamente sulla gara. Nonostante il suo ruolo di consigliere Aato ai tempi dell’avvio della gara, di presidente dell’Ufficio d’Ambito ora, di consigliere provinciale e di Sindaco (Pd) di Roncoferraro, Candido Roveda non ha mai negato “la necessità del privato che porta investimenti” anzi… . Dal canto suo, il Presidente di Tea, Luigi Gualerzi (in quota Lega Nord), pur amministrando un ente pubblico, anche dopo il vittorioso referendum del 2011 confermò che “l’affidamento al privato è l’unica strada percorribile”. Le buste con le offerte per il socio privato vennero aperte furbescamente in piena estate 2013: della cordata vincitrice di quel 40% fa parte la STA di Speziali, il consulente che si dichiarava “disinteressato” alla gara.
Ci hanno preso in giro tutti: Comune di Mantova, Provincia di Mantova, Società pubbliche, aziende speciali e imprese private. Non c’è centrodestra o centrosinistra che tenga, l’unico interesse ad essere rispettato è quello privato e di pochi contro il bene comune dei cittadini.
L’indignazione è forte e va di pari passo con la nausea.

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